Un largo campo attorno alla nebulosa Sh2-273

La regione della Via Lattea nei pressi di Orione e dell’Unicorno è decisamente una tra le più ricche di oggetti del cielo boreale, nonché una delle più suggestive per la varietà di tali oggetti.

L’oggetto più prominente, che tra l’altro ricopre la totalità del frame, è senz’altro Sh2-273, un’enorme regione HII dove l’abbondanza dell’emissione dell’idrogeno ionizzato è evidente. Balza senz’altro all’occhio la serie di “increspature” di H-alfa che dal centro del frame vanno verso la parte superiore.

La zona centrale di Sh2-273 rivela due altri oggetti interessanti: l’ammasso aperto NGC2264 ,denominato anche “Albero di Natale” per via della sua morfologia apparente vista dal nostro pianeta. E’ costituito da una ventina di stelle fra magnitudine 5 e 9, tra cui molte giganti blu. L’albero ha la cima rivolta a sud, individuata da una nebulosa oscura detta “nebulosa cono”; la base del tronco è segnata dalla stella 15 Mon.

Nella parte inferiore del frame troviamo, piccola, NGC2261, la Nebulosa Variabile di Hubble di cui ho già effettuato una ripresa ad alta risoluzione in passato usando l’RC10.
http://skymonsters.net/immagine.php?img=NGC2261.jpg

Passando alla categoria degli ammassi aperti, non si può non notare l’ammasso Trumpler 5, che risalta molto bene nonostante il sottofondo di H-alfa che permea anche questa zona. E’ un ammasso che è stato studiato soprattutto per via dell’anzianità di molte delle stelle che lo compongono e di cui si è studiata la metallicità complessiva. Vi rimando per approfondimenti a questo articolo: https://sci-hub.tw/10.1111/j.1365-2966.2004.07531.x

B39 è invece una nebulosa oscura, osservabile in alto a destra nella ripresa, parte anch’essa di una nebulosa oscura più estesa denominata LDN1608

GAL 201.6+01.6 è invece una regione HII situata in alto a destra, quasi all’angolo. Oltre a H-alfa si può notare un quantitativo significativo di emissione OIII.

Link alla ripresa: http://www.skymonsters.net/immagine.php?img=NebulosaCono.jpg
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NGC2261 – La Nebulosa Variabile di Hubble

Questa nebulosa è famosa per le sue continue variazioni di forma e luminosità (da cui il nome); queste variabilità vennero scoperte su una serie di lastre fotografiche prodotte lungo alcuni anni verso la metà del Novecento da Carl Otto Lampland. Nel 1959, George Herbig notò che la stella centrale era in realtà una brillantissima e minuscola nebulosa di forma triangolare, che a sua volta conteneva una stella appena formata; fu questo il primo di una serie di oggetti simili scoperti in seguito. Si pensa che questo tipo di struttura possa essere esistito anche quattro miliardi di anni fa attorno al nostro Sole, durante la formazione dei pianeti.

La stella centrale della nebulosa è un realtà una stella doppia, formata da due componenti la più luminosa delle quali è circa 10 volte più grande del Sole; tuttavia la loro luce non è osservabile nella banda della luce visibile, ma solo negli infrarossi, a causa della densa nebulosità. Probabilmente il sistema è composto dunque da due stelle T Tauri, formatesi circa 300.000 anni fa.

La variabilità della nebulosa si pensa che possa essere invece dovuta al fatto che i filamenti di gas vengono espulsi dal disco proto-planetario in una forma a doppio cono, che seguono le linee del campo magnetico della stella, provocando così le variazioni osservabili (Testo adattato da Wikipedia).

L’acquisizione delle riprese è stata effettuata in modo automatico tramite AstroScheduler

NGC2261

M1 – La Nebulosa Granchio

La Nebulosa Granchio è un resto di supernova visibile nella costellazione del Toro. Scoperta nel 1731 da John Bevis, la nebulosa è il primo oggetto del catalogo di oggetti astronomici pubblicato da Charles Messier nel 1774.

La nebulosa, oggi vasta più di sei anni luce, è formata dai gas in espansione espulsi durante l’esplosione della Supernova 1054; i gas si stanno espandendo alla velocità di 1500 km/s. La supernova che la produsse fu osservata per la prima volta il 4 luglio 1054 e venne registrata dagli astronomi cinesi e arabi dell’epoca; la sua luminosità era tale da renderla visibile ad occhio nudo durante il giorno, sorpassando la luminosità apparente di Venere. La Nebulosa Granchio si trova a circa 6500 a.l. dal sistema solare; perciò l’evento che l’ha prodotta è in realtà avvenuto 6500 anni prima del 1054, cioè circa nel 5400 a.C.

Al centro della nebulosa si trova la pulsar del Granchio, una stella di neutroni con un diametro di circa 10 chilometri, scoperta nel 1968. (da Wikipedia)

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NGC6914

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La regione, il cui oggetto principale è la nebulosa ad emissione NGC6914, essendo prossima al piano dell’equatore galattico, è molto ricca di oggetti.
NGC6914 è una vasta regione HII: la sua associazione con la grande nebulosa IC1318 ed i suoi tenui filamenti rossastri è ben evidente e l’intero complesso si trova alla distanza di circa 5500 a.l., trovandosi così nei pressi dell’associazione Cygnus OB2. La nebulosa riflette la luce azzurra della stella BD+41°3731, avente classe spettrale B3 e una magnitudine 9.84; essa presenta forti linee di emissione ed è classificata come stella Be.
Dello stesso complesso nebulare fa parte anche la nebulosa a riflessione VdB132, a sua volta illuminata da BD+41°3737, una stella azzurra di sequenza principale avente classe spettrale B3V e una magnitudine 9,27
Un oggetto peculiare presente nella ripresa, visibile al centro in basso, è la nebulosa a riflessione GN 20.22.7, illuminata dalla stella HBC694.

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This region, whose main object is the emission nebula NGC6914, being close to the galactic plane of the equator, is very rich in objects.
NGC6914 is a huge HII region: its link with the large nebula IC1318 and its subtle reddish filaments is evident and the whole complex is located at the distance of about 5500 A.L., which places it near the Cygnus OB2 association. The nebula reflects the blue light of the star BD + 41 ° 3731, having spectral class B3 and magnitude 9.84; it has strong emission lines and is classified as a Be star.
VdB132 is a reflection nebula part of the same complex, in turn illuminated by BD+41°3737, a blue star of main sequence having spectral class B3V and a magnitude 9.27.
Another peculiar object is in the shot, visible at the bottom center: it is the reflection nebula GN 20.22.7, illuminated by the star HBC694.

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M17 & IC4701

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After a long time not processing anything, mainly due to lack of new raw frames, I eventually processed this new image, of the wide field that comprises the emission nebulas M17 and IC4701. In this nice h-alpha emission rich area, I’d like to highlight the presence of the open cluster M18, of the small emission nebula Sh2-47 and of a little reflection nebula, VdB120; the last one barely visible as it is superimposed to IC4701.

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Dopo tanto tempo passato senza elaborare nessuna nuova ripresa, a causa principalmente della mancanza di nuovi frame, riesco finalmente ad elaborare questa nuova immagine, che ritrae una vasta area che comprende le nebulose di emissione M17 e IC4701. In questa bella zona ricca di emissioni H-alfa, vorrei sottolineare la presenza dell’ammasso aperto M18, della piccola nebulosa ad emissione Sh2-47 e di VdB120, una piccola nebulosa a riflessione, appena visibile dal momento che è prospetticamente sovrapposta ad IC4701.

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