M42 – La Grande Nebulosa di Orione

E’ uno di quegli oggetti che gli astrofili che intraprendono i primi tentativi di riprese provano a immortalare, principalmente per la sua luminosità (è visibile facilmente a occhio nudo anche da un cielo suburbano). In realtà questa nebulosa, avendo una differenza di luminosità notevole fra il nucleo e la zona periferica, è molto difficile da rendere appieno in tutte le sue sfumature. E’ stata anche una delle mie prime nebulose, quando avevo iniziato con la pellicola. L’ultima volta che l’avevo ripresa era con il telescopio VISAC e la Canon 450D modificata, circa 10 anni fa, ho perciò deciso di rifarla a largo campo con l’FSQ85ED e il CCD.
Questa è una compositazione di RGB a cui ho inserito sia riprese in H-alfa che OIII. Inoltre, per non saturare il nucleo, ho effettuato una serie di foto brevi, che poi ho sommato in HDR con il resto delle riprese.
M42 è situata ad una distanza di circa 1270 al dalla Terra, si estende per circa 24 a.l. ed è la regione di formazione stellare più vicina al Sistema solare. La Nebulosa di Orione contiene al suo interno un ammasso aperto molto giovane, noto come Trapezio. All’interno della nebulosa il telescopio spaziale Hubble ha scoperto numerosi dischi protoplanetari.

Potete trovare la versione a risoluzione maggiore sul mio sito: http://www.skymonsters.net

Regione di Barnard 3 a largo campo

Questa nuova ripresa raffigura una zona molto particolare. Nella zona centrale abbiamo in primo piano la neulosa oscura catalogata col numero 3 del catalogo di Barnard, che occupa buona parte del campo insieme alle nebulose oscure LDN 1468 e LDN 1470. La presenza di una regione di idrogeno ionizzato ci fa rendere immediatamente conto di come quest’ultima si trovi in qualche modo “dall’altra parte” di B3, in quanto quest’ultima riesce ad attenuare, nelle sue regioni più dense, la radiazione H-alfa che proviene da LBN 749.

Nella zona a sinistra in basso della foto possiamo invece notare la nebulosa a riflessione IC348 e le nebulose LBN 758 e LBN 601. Queste nebulose devono la loro luce blu alla radiazione emessa dalla stella Omi Per (Atik).

Nonostante la densità di polveri presenti nella zona, è possibile identificare alcune lontane galassie, appartenenti al catalogo PGC; la più notevole è PGC 1921731, del diametro apparente di un primo d’arco.

I dettagli tecnici di ripresa e la versione a risoluzione più alta li trovate al link della foto

Cieli sereni

Barnard 3 Region

Eccomi con una nuova ripresa, questa volta della regione nebulare attorno alla nebulosa oscura catalogata come Barnard 3. Si tratta di una compositazione LRGB a cui ho aggiunto delle riprese H-alfa per meglio evidenziare come la regione ad emissione sia prospetticamente “dietro” la nebulosa oscura.

Come sempre attendo i vostri commenti!

Cieli sereni a tutti!

M57, la nebulosa anulare della Lira

Unica ripresa di quest’estate dall’Elijah Observatory, è un RGB-Halfa-OIII. Come test ho deciso di provare a effettuare tutte le riprese in binning 2: dal punto di vista della risoluzione non cambia niente in quanto sto comunque sovracampionando dal punto di vista del seeing; volevo capire se lavorando in binning 2 ci fosse qualche vantaggio in fase di elaborazione per via del superpixel.

Quello che ho notato, ma farò ulteriori prove in merito, è che non ci sono facilitazioni in fase di elaborazione, anzi, ho avuto dei problemi di flat: nemmeno utilizzando i flat eseguiti al tramonto sono riuscito a compensare per alcuni riflessi interni residui.

Nonostante tutto la foto non è venuta male, anche se ho dovuto effettuare diverse prove per riuscire a coniugare la parte centrale RGB, molto luminosa, con gli anelli h-alfa esterni che sono molto più deboli.

Cliccando sulla foto, sarete diretti al mio sito con le info tecniche di ripresa e la versione a risoluzione più alta.

Nebulosa Trifida (M20)

Dopo diverso tempo passato a riprendere con l’FSQ, mi è ritornata voglia di riprese a lunga focale; ho così rimesso in piedi il mio fido RC10 Truss della GSO e quest’estate ho ripreso la nebulosa Trifida (M20) in LRGB.

Come al solito trovate i dettagli della ripresa sul sito, che ora vi apparirà in veste rinnovata.

Integrated Flux Nebula

Questa regione della IFN si trova al margine occidentale della costellazione dell’Orsa Maggiore, ai confini con quella della Lince.

La Nebulosa a Flusso Integrato è un nebulosa situata ad alte latitudini galattiche e non è illuminata da una singola stella, ma da tutte le stelle della Galassia. E’ un soggetto abbastanza difficile da riprende e richiede molto tempo d’integrazione, nelle notti migliori.

Un largo campo attorno alla nebulosa Sh2-273

La regione della Via Lattea nei pressi di Orione e dell’Unicorno è decisamente una tra le più ricche di oggetti del cielo boreale, nonché una delle più suggestive per la varietà di tali oggetti.

L’oggetto più prominente, che tra l’altro ricopre la totalità del frame, è senz’altro Sh2-273, un’enorme regione HII dove l’abbondanza dell’emissione dell’idrogeno ionizzato è evidente. Balza senz’altro all’occhio la serie di “increspature” di H-alfa che dal centro del frame vanno verso la parte superiore.

La zona centrale di Sh2-273 rivela due altri oggetti interessanti: l’ammasso aperto NGC2264 ,denominato anche “Albero di Natale” per via della sua morfologia apparente vista dal nostro pianeta. E’ costituito da una ventina di stelle fra magnitudine 5 e 9, tra cui molte giganti blu. L’albero ha la cima rivolta a sud, individuata da una nebulosa oscura detta “nebulosa cono”; la base del tronco è segnata dalla stella 15 Mon.

Nella parte inferiore del frame troviamo, piccola, NGC2261, la Nebulosa Variabile di Hubble di cui ho già effettuato una ripresa ad alta risoluzione in passato usando l’RC10.
http://skymonsters.net/immagine.php?img=NGC2261.jpg

Passando alla categoria degli ammassi aperti, non si può non notare l’ammasso Trumpler 5, che risalta molto bene nonostante il sottofondo di H-alfa che permea anche questa zona. E’ un ammasso che è stato studiato soprattutto per via dell’anzianità di molte delle stelle che lo compongono e di cui si è studiata la metallicità complessiva. Vi rimando per approfondimenti a questo articolo: https://sci-hub.tw/10.1111/j.1365-2966.2004.07531.x

B39 è invece una nebulosa oscura, osservabile in alto a destra nella ripresa, parte anch’essa di una nebulosa oscura più estesa denominata LDN1608

GAL 201.6+01.6 è invece una regione HII situata in alto a destra, quasi all’angolo. Oltre a H-alfa si può notare un quantitativo significativo di emissione OIII.

Link alla ripresa: http://www.skymonsters.net/immagine.php?img=NebulosaCono.jpg
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NGC2261 – La Nebulosa Variabile di Hubble

Questa nebulosa è famosa per le sue continue variazioni di forma e luminosità (da cui il nome); queste variabilità vennero scoperte su una serie di lastre fotografiche prodotte lungo alcuni anni verso la metà del Novecento da Carl Otto Lampland. Nel 1959, George Herbig notò che la stella centrale era in realtà una brillantissima e minuscola nebulosa di forma triangolare, che a sua volta conteneva una stella appena formata; fu questo il primo di una serie di oggetti simili scoperti in seguito. Si pensa che questo tipo di struttura possa essere esistito anche quattro miliardi di anni fa attorno al nostro Sole, durante la formazione dei pianeti.

La stella centrale della nebulosa è un realtà una stella doppia, formata da due componenti la più luminosa delle quali è circa 10 volte più grande del Sole; tuttavia la loro luce non è osservabile nella banda della luce visibile, ma solo negli infrarossi, a causa della densa nebulosità. Probabilmente il sistema è composto dunque da due stelle T Tauri, formatesi circa 300.000 anni fa.

La variabilità della nebulosa si pensa che possa essere invece dovuta al fatto che i filamenti di gas vengono espulsi dal disco proto-planetario in una forma a doppio cono, che seguono le linee del campo magnetico della stella, provocando così le variazioni osservabili (Testo adattato da Wikipedia).

L’acquisizione delle riprese è stata effettuata in modo automatico tramite AstroScheduler

NGC2261

M1 – La Nebulosa Granchio

La Nebulosa Granchio è un resto di supernova visibile nella costellazione del Toro. Scoperta nel 1731 da John Bevis, la nebulosa è il primo oggetto del catalogo di oggetti astronomici pubblicato da Charles Messier nel 1774.

La nebulosa, oggi vasta più di sei anni luce, è formata dai gas in espansione espulsi durante l’esplosione della Supernova 1054; i gas si stanno espandendo alla velocità di 1500 km/s. La supernova che la produsse fu osservata per la prima volta il 4 luglio 1054 e venne registrata dagli astronomi cinesi e arabi dell’epoca; la sua luminosità era tale da renderla visibile ad occhio nudo durante il giorno, sorpassando la luminosità apparente di Venere. La Nebulosa Granchio si trova a circa 6500 a.l. dal sistema solare; perciò l’evento che l’ha prodotta è in realtà avvenuto 6500 anni prima del 1054, cioè circa nel 5400 a.C.

Al centro della nebulosa si trova la pulsar del Granchio, una stella di neutroni con un diametro di circa 10 chilometri, scoperta nel 1968. (da Wikipedia)

M1_cn

NGC 281 – The Pac-Man Nebula

As for IC342, this is also a new attempt for a better rendition of this nebula. This is the time of NGC281 in Cassiopeia.

This was my previous attempt using the Vixen VC200L:

NGC 281 old version

And this is the new one:

ngc281_2