M44 – L’ammasso aperto del Presepe

L’Ammasso del Presepe (latino præsepe, mangiatoia), noto anche come Ammasso Alveare o con le sigle di catalogo M44 o NGC2632, è un brillante ammasso aperto visibile nella costellazione del Cancro. È uno dei più vicini al sistema solare e contiene una ricca popolazione di stelle, più ampia di quelle di altri ammassi aperti vicini.
Le sue componenti più luminose sono di magnitudine 6 e 7 e sono perfettamente visibili con un binocolo anche dai centri urbani. L’età e il moto proprio sono paragonabili a quelli delle Iadi, suggerendo che entrambi gli ammassi abbiano un’origine comune; sia il Presepe sia le Iadi contengono inoltre delle giganti rosse e delle nane bianche, che rappresentano gli ultimi stadi dell’evoluzione stellare, più un gran numero di stelle di sequenza principale di classe A, F, G, K e M.
Stime sulla sua distanza forniscono cifre che variano fra i 550 e 610 a.l., mentre sull’età, stimata sui 580 milioni di anni.

Nella ripresa, oltre a M44, si notano moltissime galassie di sfondo!

Cieli sereni!

Regione di Barnard 3 a largo campo

Questa nuova ripresa raffigura una zona molto particolare. Nella zona centrale abbiamo in primo piano la neulosa oscura catalogata col numero 3 del catalogo di Barnard, che occupa buona parte del campo insieme alle nebulose oscure LDN 1468 e LDN 1470. La presenza di una regione di idrogeno ionizzato ci fa rendere immediatamente conto di come quest’ultima si trovi in qualche modo “dall’altra parte” di B3, in quanto quest’ultima riesce ad attenuare, nelle sue regioni più dense, la radiazione H-alfa che proviene da LBN 749.

Nella zona a sinistra in basso della foto possiamo invece notare la nebulosa a riflessione IC348 e le nebulose LBN 758 e LBN 601. Queste nebulose devono la loro luce blu alla radiazione emessa dalla stella Omi Per (Atik).

Nonostante la densità di polveri presenti nella zona, è possibile identificare alcune lontane galassie, appartenenti al catalogo PGC; la più notevole è PGC 1921731, del diametro apparente di un primo d’arco.

I dettagli tecnici di ripresa e la versione a risoluzione più alta li trovate al link della foto

Cieli sereni

Barnard 3 Region

Eccomi con una nuova ripresa, questa volta della regione nebulare attorno alla nebulosa oscura catalogata come Barnard 3. Si tratta di una compositazione LRGB a cui ho aggiunto delle riprese H-alfa per meglio evidenziare come la regione ad emissione sia prospetticamente “dietro” la nebulosa oscura.

Come sempre attendo i vostri commenti!

Cieli sereni a tutti!

M57, la nebulosa anulare della Lira

Unica ripresa di quest’estate dall’Elijah Observatory, è un RGB-Halfa-OIII. Come test ho deciso di provare a effettuare tutte le riprese in binning 2: dal punto di vista della risoluzione non cambia niente in quanto sto comunque sovracampionando dal punto di vista del seeing; volevo capire se lavorando in binning 2 ci fosse qualche vantaggio in fase di elaborazione per via del superpixel.

Quello che ho notato, ma farò ulteriori prove in merito, è che non ci sono facilitazioni in fase di elaborazione, anzi, ho avuto dei problemi di flat: nemmeno utilizzando i flat eseguiti al tramonto sono riuscito a compensare per alcuni riflessi interni residui.

Nonostante tutto la foto non è venuta male, anche se ho dovuto effettuare diverse prove per riuscire a coniugare la parte centrale RGB, molto luminosa, con gli anelli h-alfa esterni che sono molto più deboli.

Cliccando sulla foto, sarete diretti al mio sito con le info tecniche di ripresa e la versione a risoluzione più alta.

Nebulosa Trifida (M20)

Dopo diverso tempo passato a riprendere con l’FSQ, mi è ritornata voglia di riprese a lunga focale; ho così rimesso in piedi il mio fido RC10 Truss della GSO e quest’estate ho ripreso la nebulosa Trifida (M20) in LRGB.

Come al solito trovate i dettagli della ripresa sul sito, che ora vi apparirà in veste rinnovata.

Integrated Flux Nebula

Questa regione della IFN si trova al margine occidentale della costellazione dell’Orsa Maggiore, ai confini con quella della Lince.

La Nebulosa a Flusso Integrato è un nebulosa situata ad alte latitudini galattiche e non è illuminata da una singola stella, ma da tutte le stelle della Galassia. E’ un soggetto abbastanza difficile da riprende e richiede molto tempo d’integrazione, nelle notti migliori.

Resto di Supernova G65.2+5.7

G65.2+5.7 è un esteso resto di supernova visibile nella costellazione del Cigno. Di esso fanno parte alcuni filamenti catalogati con le sigle Sh2-91, Sh2-94 e Sh2-96.
E’ posto alla distanza di circa 2600 a.l. sul bordo interno del Braccio di Orione a una distanza di poco superiore alla nube molecolare gigante che forma la cosiddetta “Fenditura del Cigno”; il centro del resto di supernova si trova a circa 80 parsec in direzione nord rispetto al piano galattico. Secondo gli studi effettuati sulla velocità di espansione della superbolla generatasi dall’esplosione, la stella progenitrice sarebbe esplosa circa 300000 anni fa, mentre altri studi che prendono in considerazione le osservazioni condotte ai raggi X dal satellite ROSAT hanno indicato un’età molto inferiore, pari a circa 28000 anni.
La pulsar che costituisce il resto del nucleo della stella non è stata ancora individuata con certezza. Nel 1996 è stata individuata in direzione di G65.2+5.7 la pulsar millisecondo PSR J1931+30; studi sulla sua dispersione hanno però escluso un legame fisico fra la pulsar e il resto di supernova, dal momento che per la prima è stata derivata una distanza di circa 3000 parsec, ossia quattro volte superiore a quella di G65.2+5.7.
Il filamento meridionale di G65.2+5.7 mostra una forte polarizzazione, indice della presenza di un forte campo magnetico; basandosi sui dati ottenuti ai raggi X, questo resto di supernova è stato catalogato come un resto “termale composito”. Per altro, con l’eccezione di poche aree, G65.2+5.7 sembra già essere entrata nella fase di raffreddamento.(Liberamente estratto da Wikipedia)

G65.2 +5.7

La ripresa di questa immane esplosione mi ha portato le poche notti serene che ho potuto sfruttare durante l’estate 2020. E’ un mosaico di ben 4 frame e ogni frame è la compositazione di 5 filtri diversi: RGB, Hα (i filamenti rossi) e OIII (quelli verde-blu). L’elaborazione è stata terribilmente complicata dal fatto che si trova prospetticamente in campo moldo denso di stelle della Via Lattea ed anche perchè come nebulosa è abbastanza debole.

Invece di esagerare con l’elaborazione, preferisco mostrarvi anche la versione “starless” cioè utilizzando una procedura che permette di “eliminare” le stelle di fondo, rendendo meglio visibili i dettagli della nebulosa stessa, ma a scapito della naturalezza dell’inquadratura.

Cieli sereni

Resto di supernova Simeis 147 (Sh2-240)

Dopo tanto tempo senza elaborare posso finalmente mostrarvi qualcosa di nuovo!

Questo resto di supernova si presenta sotto forma di delicatissimi filamenti, più densi nel lato sud-orientale e molto più rarefatta in quello occidentale; sono stati creati da un’antica supernova esplosa a circa 4800 anni luce dal Sole, sul Braccio di Perseo. Se le misure di distanza sono corrette, l’oggetto avrebbe una dimensione reale di ben 160 anni luce. La supernova sarebbe esplosa circa 40000 anni fa, lasciando verso l’angolo meridionale dell’oggetto una pulsar.

La ripresa è un mosaico di quattro pannelli; ogni pannello è una compositazione tra RGB e filtri Hα e OIII. Solo utilizzando filtri a banda stretta sono riuscito a isolare a rendere più contrastata la nebulosa; questo è il risultato.

Simeis 147

Come sempre le riprese sono state automatizzate con Astroscheduler.

Spero vi piaccia! Cieli sereni!

The Moon – 18 days old

Here I am with a new Lunar image; this time it is a mosaic of 9 frames of the entire Moon. I hope you enjoy it.

The Moon – 18 days old

Rukl 68 – Janssen

Here I am with a new Lunar image; this time it is a region around the large and partly destroyed crater Janssen. I hope you enjoy it.

Rukl 68 – Janssen