Rukl 62 – Schickard

Today I post a mosaic of the Lunar region around the crater Schickard. I hope you enjoy it.

Rukl 62 – Schickard

Rukl 66 – Maurolycus

Today I post a mosaic of the Lunar region around the crater Maurolycus. I hope you enjoy it.

Maurolycus

The Moon – Six days old

Today I post a mosaic of the Moon six days old. I hope you enjoy it.

The Moon, Six days old

Rukl 16 – Gauss

Oggi vi presento una ripresa effettuata lo scorso 9 aprile della regione vicino al cratere Gauss (il grande cratere vicino al terminatore).

Rukl 49 – Langrenus

Oggi vi propongo la regione del cratere Langrenus, ripreso con il solito setup

Langrenus

Boguslawsky, Suess e Petavius

Oggi vi presento tre riprese lunari effettuate la stessa serata accoppiando una lente di barlow 2X, per una focale equivalente di 2000mm.

Boguslawsky
Boguslawsky
Suess
Petavius

Tutorial su elaborazione riprese planetarie

Ciao a tutti, ho appena inserito sul mio canale youtube un video tutorial su come elaboro le riprese lunari. Spero sia di vostro interesse e gradimento.

Tutorial sull’elaborazione delle riprese lunari

La SuperLuna

Ho deciso di approntare, dopo tanto tempo che ci stavo pensando, una piccola postazione sul balcone, principalmente dedicata alla ripresa degli oggetti del sistema solare. Ho quindi cominciato dalla Luna.

Lo scorso 7 Aprile ho quindi deciso di riprendere la luna di 15 giorni d’età e per coincidenza era anche al perigeo.

Per l’occasione ho rispolverato il mio Vixen SP 102/1000, utilizzato alla sua focale nativa, unito alla telecamera Imaging Source DMK41.

Ho ripreso circa 1000 frame e utilizzandone circa 200.

Per la compositazione dei frame mi sono avvalso di Autostakkert, mentre per l’elaborazione ho utilizzato Pixinsight, che si è dimostrato un valido strumento anche per le riprese planetarie.

Un largo campo attorno alla nebulosa Sh2-273

La regione della Via Lattea nei pressi di Orione e dell’Unicorno è decisamente una tra le più ricche di oggetti del cielo boreale, nonché una delle più suggestive per la varietà di tali oggetti.

L’oggetto più prominente, che tra l’altro ricopre la totalità del frame, è senz’altro Sh2-273, un’enorme regione HII dove l’abbondanza dell’emissione dell’idrogeno ionizzato è evidente. Balza senz’altro all’occhio la serie di “increspature” di H-alfa che dal centro del frame vanno verso la parte superiore.

La zona centrale di Sh2-273 rivela due altri oggetti interessanti: l’ammasso aperto NGC2264 ,denominato anche “Albero di Natale” per via della sua morfologia apparente vista dal nostro pianeta. E’ costituito da una ventina di stelle fra magnitudine 5 e 9, tra cui molte giganti blu. L’albero ha la cima rivolta a sud, individuata da una nebulosa oscura detta “nebulosa cono”; la base del tronco è segnata dalla stella 15 Mon.

Nella parte inferiore del frame troviamo, piccola, NGC2261, la Nebulosa Variabile di Hubble di cui ho già effettuato una ripresa ad alta risoluzione in passato usando l’RC10.
http://skymonsters.net/immagine.php?img=NGC2261.jpg

Passando alla categoria degli ammassi aperti, non si può non notare l’ammasso Trumpler 5, che risalta molto bene nonostante il sottofondo di H-alfa che permea anche questa zona. E’ un ammasso che è stato studiato soprattutto per via dell’anzianità di molte delle stelle che lo compongono e di cui si è studiata la metallicità complessiva. Vi rimando per approfondimenti a questo articolo: https://sci-hub.tw/10.1111/j.1365-2966.2004.07531.x

B39 è invece una nebulosa oscura, osservabile in alto a destra nella ripresa, parte anch’essa di una nebulosa oscura più estesa denominata LDN1608

GAL 201.6+01.6 è invece una regione HII situata in alto a destra, quasi all’angolo. Oltre a H-alfa si può notare un quantitativo significativo di emissione OIII.

Link alla ripresa: http://www.skymonsters.net/immagine.php?img=NebulosaCono.jpg
Come sempre attendo i vostri commenti!

Resto di supernova CTA1

Anche noto come G 119.5+10.3, è un resto di supernova che si trova alle coordinate equatoriali (J2000) 0h 05m 56 +72° 56′ 32″, distante da noi circa 4500 a.l.

E’ risultato essere uno degli oggetti più difficili da elaborare per via del fitto campo stellare di fondo, che ha reso complicato lo stretch non lineare selettivo sul resto di supernova.

La ripresa è una compositazione tra RGB e filtri Halfa e OIII. Guardando il solo frame RGB si rilevavano infatti solo alcune deboli emissioni; solo utilizzando filtri a banda stretta sono riuscito a isolare a rendere più contrastata la nebulosa; questo è il risultato

Una veloce ricerca su Internet rivela che molte pubblcazioni scientifiche hanno avuto come obiettivo questa zona. Infatti in un articolo del 1997 (https://aip.scitation.org/doi/10.1063/1.54092) si annuncia la scoperta di una sorgente di raggi gamma nella direzione della supernova; nel 2008, il Fermi Gamma Ray Space Telescope (https://arxiv.org/abs/0810.3562) trova la pulsar responsabile dell’emissione gamma e probabilmente ciò che rimane della stella originante l’esplosione che tutt’oggi possiamo ammirare.

Nel campo, come una piccola gemma, si trova NGC40, una nebulosa planetaria (trovate sul mio sito un crop al 100% dell’area). La nebulosa si trova a 11750 a.l. da noi, collocandosi quindi molto più lontanto di CTA1.

Il suo diametro si aggira attorno all’anno luce e contiene al suo interno una nana bianca, fautrice della nebulosa, con temperatura superficiale di 90000°K; questa stella, insolitamente luminosa, ha le caratteristiche tipiche di una stella di Wolf-Rayet e con suo forte vento stellare interagisce con la nebulosa, deformandola fino a farle assumere una forma irregolare. Nel giro di qualche decina di millenni, la nebulosa si disperderà nel mezzo interstellare, lasciando libera la stella nana centrale, che si spegnerà anch’essa lentamente nello spazio.(https://it.wikipedia.org/wiki/NGC_40)