IC5146 a largo campo

IC5146 wide field
IC5146 è una nebulosa con ammasso aperto situato a circa 4000 a.l. dalla Terra ed ha un diametro di circa 15 a.l. Sovrapposta alla bellissima gemma della nebulosa è possibile vedere una “striscia” più scura, catalogata come Barnard 168.
Nelle immediate “vicinanze” di IC5146 troviamo la nebulosa a riflessione VdB147. La stella che la illumina è nota con la sigla BD+46°3471 ed è una stella azzurra di sequenza principale con classe spettrale B9.5Ve avente magnitudine apparente pari a 10,16; questa stella presenta forti linee di emissione nella banda dell’idrogeno ed è classificata come stella Be. È inoltre una stella variabile del tipo Orione con escursioni di luminosità comprese fra le magnitudini 10,09 e 10,24. La sua distanza è pari a 3300 a.l., quindi abbastanza vicina alla stessa IC5146.
Nello stesso campo possiamo annoverare diverse nebulose oscure del catalogo Lynds che ricoprono praticamente tutto il campo inquadrato. Tra le principali abbiamo LDN1035 e LDN1040
Passiamo ora ai dettagli della ripresa: è una compositazione LRGBH con i seguenti tempi d’integrazione:

  • Luminanza: 50 x 600 sec.
  • RGB: 25 x 600 sec. per ogni canale colore
  • H-alfa: 25 x 1200 sec.
IC5146 a largo campo

Contrariamente a quello che faccio di solito nel flusso di lavoro, ho inserito tutti i canali all’inizio dell’elaborazione. Il risultato mi è parso subito migliore della stessa versione utilizzando il sistema che utilizzo normalmente di miscelare la ripresa H-alfa solo in fase non lineare, quasi alla fine del trattamento.

Inserisco la legenda con le maggiori formazioni visibili

Resto di Supernova G65.2+5.7

G65.2+5.7 è un esteso resto di supernova visibile nella costellazione del Cigno. Di esso fanno parte alcuni filamenti catalogati con le sigle Sh2-91, Sh2-94 e Sh2-96.
E’ posto alla distanza di circa 2600 a.l. sul bordo interno del Braccio di Orione a una distanza di poco superiore alla nube molecolare gigante che forma la cosiddetta “Fenditura del Cigno”; il centro del resto di supernova si trova a circa 80 parsec in direzione nord rispetto al piano galattico. Secondo gli studi effettuati sulla velocità di espansione della superbolla generatasi dall’esplosione, la stella progenitrice sarebbe esplosa circa 300000 anni fa, mentre altri studi che prendono in considerazione le osservazioni condotte ai raggi X dal satellite ROSAT hanno indicato un’età molto inferiore, pari a circa 28000 anni.
La pulsar che costituisce il resto del nucleo della stella non è stata ancora individuata con certezza. Nel 1996 è stata individuata in direzione di G65.2+5.7 la pulsar millisecondo PSR J1931+30; studi sulla sua dispersione hanno però escluso un legame fisico fra la pulsar e il resto di supernova, dal momento che per la prima è stata derivata una distanza di circa 3000 parsec, ossia quattro volte superiore a quella di G65.2+5.7.
Il filamento meridionale di G65.2+5.7 mostra una forte polarizzazione, indice della presenza di un forte campo magnetico; basandosi sui dati ottenuti ai raggi X, questo resto di supernova è stato catalogato come un resto “termale composito”. Per altro, con l’eccezione di poche aree, G65.2+5.7 sembra già essere entrata nella fase di raffreddamento.(Liberamente estratto da Wikipedia)

G65.2 +5.7

La ripresa di questa immane esplosione mi ha portato le poche notti serene che ho potuto sfruttare durante l’estate 2020. E’ un mosaico di ben 4 frame e ogni frame è la compositazione di 5 filtri diversi: RGB, Hα (i filamenti rossi) e OIII (quelli verde-blu). L’elaborazione è stata terribilmente complicata dal fatto che si trova prospetticamente in campo moldo denso di stelle della Via Lattea ed anche perchè come nebulosa è abbastanza debole.

Invece di esagerare con l’elaborazione, preferisco mostrarvi anche la versione “starless” cioè utilizzando una procedura che permette di “eliminare” le stelle di fondo, rendendo meglio visibili i dettagli della nebulosa stessa, ma a scapito della naturalezza dell’inquadratura.

Cieli sereni

IC1848

It is a very large HII region, whose distance is estimated at 7600 ly from us; its gas is illuminated by the stars of some clusters and associations of nearby stars, among which Cr 33 and Cr 34 stand out, two very large but unconcentrated open clusters, formed by giant blue stars born from the gases of the nebula. The light is then re-emitted by the nebula in the red color typical of the H-alpha hydrogen emission lines. Star formation is very active inside the nebula. OIII emission is very strong as well in the central regions of the nebula.
IC1848 is a cloud physically separated from IC1805 and can be divided into two sections, indicated as W5-E and W5-W, respectively extended to 35 and 52 pcs. W5-E is the eastern section and contains a star of class O7V (a very hot main sequence star), BD + 59 ° 0578, whose stellar wind appears to be powerful enough to ionize the entire region in which it is located; W5-W, the western section, contains instead four O-class stars, but there could also be others in the eastern part of the region, not observable because they are completely hidden by the dense clouds. (Text adapted from Wikipedia)

Nube Molecolare B22 e IC2087

Rieccomi con un’elaborazione di una nube molecolare con all’interno una regione a riflessione, IC2087.

Una piccola pausa di “relax” tra l’elaborazione di un mosaico e la successiva, questa nebulosa non è stata particolarmente difficile da elaborare, ma non ero soddisfatto della prima versione; ho deciso quindi di attendere un pò prima di presentarvela elaborata in maniera che ritengo soddisfacente.

B22 e IC2087

Cieli sereni!

Resto di supernova Simeis 147 (Sh2-240)

Dopo tanto tempo senza elaborare posso finalmente mostrarvi qualcosa di nuovo!

Questo resto di supernova si presenta sotto forma di delicatissimi filamenti, più densi nel lato sud-orientale e molto più rarefatta in quello occidentale; sono stati creati da un’antica supernova esplosa a circa 4800 anni luce dal Sole, sul Braccio di Perseo. Se le misure di distanza sono corrette, l’oggetto avrebbe una dimensione reale di ben 160 anni luce. La supernova sarebbe esplosa circa 40000 anni fa, lasciando verso l’angolo meridionale dell’oggetto una pulsar.

La ripresa è un mosaico di quattro pannelli; ogni pannello è una compositazione tra RGB e filtri Hα e OIII. Solo utilizzando filtri a banda stretta sono riuscito a isolare a rendere più contrastata la nebulosa; questo è il risultato.

Simeis 147

Come sempre le riprese sono state automatizzate con Astroscheduler.

Spero vi piaccia! Cieli sereni!

The Moon – 18 days old

Here I am with a new Lunar image; this time it is a mosaic of 9 frames of the entire Moon. I hope you enjoy it.

The Moon – 18 days old

Rukl 68 – Janssen

Here I am with a new Lunar image; this time it is a region around the large and partly destroyed crater Janssen. I hope you enjoy it.

Rukl 68 – Janssen

Rukl 59 – Petavius

Here I am with a new Lunar image; this time it is a region around the beautiful crater Petavius, rich of interesting features. I hope you enjoy it.

Rukl 59 – Petavius

Rukl 16 – Geminus

Here I am with a new Lunar image; this time it is a region centred around the crater Geminus, which I had already shot with a different field of view. I hope you enjoy it.

Between Endymion and Geminus

Today I post a mosaic of the Lunar region between the craters Endymion and Geminus. I hope you enjoy it.