M51

La Galassia Vortice è una delle più luminose e interessanti galassie nel cielo: dista dalla Terra da 15 a 37 milioni di anni luce ed è ampia da 50.000 a 100.000 anni luce. È anche il membro dominante di un piccolo gruppo di galassie, chiamato gruppo di M51. Buona parte della sua intensa luminosità è dovuta alla presenza, nei bracci, di giovani ammassi stellari. Questa galassia fu la prima di cui si osservò la struttura a spirale, ad opera di William Parsons nel 1845; gli astronomi ipotizzano che la forma a spirale sia dovuta principalmente alle interazioni gravitazionali con la galassia più piccola. La spirale disegnata dai bracci della galassia è una spirale logaritmica.
La Galassia Vortice è unita a NGC 5195 attraverso un involucro comune di gas. L’interazione fra le due galassie ha comportato un incremento della creazione di stelle in NGC 5195. Anche il nucleo della Galassia Vortice è più luminoso di quanto ci si potrebbe aspettare, e questo ha portato alcuni studiosi a classificarla come una galassia di Seyfert attiva.(Testo da Wikipedia)

M51

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Total Eclipse Of Sun – August 21th, 2017

As long time ago promised, at last I managed to have enough time to process and compose the picture of the total eclipse of Sun that myself and my family were lucky to witness in the beautiful state of Wyoming.

In showing you this picture I wish to thank the guys Cornerstone Evangelical Church in Casper, WY for welcoming us to witness this rare event together with them. Thank you guys, your organization was great!

I hope you like this one!

EclissiTotaleDiSole_20170821

Ammasso aperto M50

M50 si trova ad una distanza di circa 3000 anni luce dal Sole (le stime però non sono ancora precise). Ha un diametro angolare di 15’x20′, e quindi dovrebbe avere una dimensione lineare di circa 18 anni luce, ma la regione centrale ne misura solo 9. Si stima che M50 possieda all’incirca 200 componenti. La stella più luminosa è di tipo spettrale B8 o B6 a seconda delle fonti.

Una bella caratteristica di questo ammasso è che a 7′ a sud del centro si trova una gigante rossa di tipo M, che con il suo colore contrasta con le stelle bianche e azzurre nelle vicinanze. L’ammasso contiene anche alcune giganti gialle.

Ha un’età stimata in 78 milioni di anni. (Da Wikipedia)

M50

M1 – La Nebulosa Granchio

La Nebulosa Granchio è un resto di supernova visibile nella costellazione del Toro. Scoperta nel 1731 da John Bevis, la nebulosa è il primo oggetto del catalogo di oggetti astronomici pubblicato da Charles Messier nel 1774.

La nebulosa, oggi vasta più di sei anni luce, è formata dai gas in espansione espulsi durante l’esplosione della Supernova 1054; i gas si stanno espandendo alla velocità di 1500 km/s. La supernova che la produsse fu osservata per la prima volta il 4 luglio 1054 e venne registrata dagli astronomi cinesi e arabi dell’epoca; la sua luminosità era tale da renderla visibile ad occhio nudo durante il giorno, sorpassando la luminosità apparente di Venere. La Nebulosa Granchio si trova a circa 6500 a.l. dal sistema solare; perciò l’evento che l’ha prodotta è in realtà avvenuto 6500 anni prima del 1054, cioè circa nel 5400 a.C.

Al centro della nebulosa si trova la pulsar del Granchio, una stella di neutroni con un diametro di circa 10 chilometri, scoperta nel 1968. (da Wikipedia)

M1_cn

M13 – Ammasso Globulare nell’Ercole

Devo dire che, astrofotograficamente parlando, gli ammassi globulari non sono i miei soggetti preferiti, preferisco generalmente riprendere galassie e nebulose. Una serie di circostanze sfortunate hanno fatto sì che dovessi mandare l’ottica adattiva in riparazione. Ho quindi deciso di lavorare, per un certo periodo di tempo, con l’RC ridotto tramite riduttore CCDT067 della Astro-Physics; questo significava però sacrificare la ripresa delle galassie (questo è tra l’altro il periodo migliore). Dato che comunque uno dei miei progetti è quello di completare la ripresa di tutti gli oggetti Messier, di cui i globulari sono la maggior parte, ho deciso di approfittarne per riprenderne alcuni. Il primo che elaboro è quello che vi presento oggi, l’ammasso M13 nella costellazione dell’Ercole, ripreso in RGB.

M13

B33 – Nebulosa “Testa di Cavallo”

È parte di un turbine di gas e polveri, sagomato come la testa di un cavallo, da qui il nome. È una delle nebulose maggiormente riconoscibili e note del cielo, anche se è difficile poterla osservare visualmente: la sua forma caratteristica si può individuare solo attraverso le fotografie dell’area. La prima foto della nebulosa risale al 1888, presa presso l’Harvard College Observatory.

È talvolta confusa con IC 434, che è in realtà la nebulosa a emissione alle sue spalle, di colore rosso, originato prevalentemente da idrogeno ionizzato dalla vicina e brillante Sigma Orionis. L’oscurità della nebulosa è principalmente causata da polvere densa, anche se la parte più bassa del “collo” getta un’ombra sulla sinistra. I flussi di gas che lasciano la nebulosa sono incanalati da un forte campo magnetico. Le macchie brillanti alla base della nebulosa sono giovani stelle in formazione. La luce della nebulosa Testa di Cavallo impiega circa 1500 anni per raggiungere la Terra. (From Wikipedia).

Cliccando sulla foto avrete la versione a risoluzione più alta ed alcune informazioni tecniche sulla ripresa.

B33