M1 – La Nebulosa Granchio

La Nebulosa Granchio è un resto di supernova visibile nella costellazione del Toro. Scoperta nel 1731 da John Bevis, la nebulosa è il primo oggetto del catalogo di oggetti astronomici pubblicato da Charles Messier nel 1774.

La nebulosa, oggi vasta più di sei anni luce, è formata dai gas in espansione espulsi durante l’esplosione della Supernova 1054; i gas si stanno espandendo alla velocità di 1500 km/s. La supernova che la produsse fu osservata per la prima volta il 4 luglio 1054 e venne registrata dagli astronomi cinesi e arabi dell’epoca; la sua luminosità era tale da renderla visibile ad occhio nudo durante il giorno, sorpassando la luminosità apparente di Venere. La Nebulosa Granchio si trova a circa 6500 a.l. dal sistema solare; perciò l’evento che l’ha prodotta è in realtà avvenuto 6500 anni prima del 1054, cioè circa nel 5400 a.C.

Al centro della nebulosa si trova la pulsar del Granchio, una stella di neutroni con un diametro di circa 10 chilometri, scoperta nel 1968. (da Wikipedia)

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M13 – Ammasso Globulare nell’Ercole

Devo dire che, astrofotograficamente parlando, gli ammassi globulari non sono i miei soggetti preferiti, preferisco generalmente riprendere galassie e nebulose. Una serie di circostanze sfortunate hanno fatto sì che dovessi mandare l’ottica adattiva in riparazione. Ho quindi deciso di lavorare, per un certo periodo di tempo, con l’RC ridotto tramite riduttore CCDT067 della Astro-Physics; questo significava però sacrificare la ripresa delle galassie (questo è tra l’altro il periodo migliore). Dato che comunque uno dei miei progetti è quello di completare la ripresa di tutti gli oggetti Messier, di cui i globulari sono la maggior parte, ho deciso di approfittarne per riprenderne alcuni. Il primo che elaboro è quello che vi presento oggi, l’ammasso M13 nella costellazione dell’Ercole, ripreso in RGB.

M13

B33 – Nebulosa “Testa di Cavallo”

È parte di un turbine di gas e polveri, sagomato come la testa di un cavallo, da qui il nome. È una delle nebulose maggiormente riconoscibili e note del cielo, anche se è difficile poterla osservare visualmente: la sua forma caratteristica si può individuare solo attraverso le fotografie dell’area. La prima foto della nebulosa risale al 1888, presa presso l’Harvard College Observatory.

È talvolta confusa con IC 434, che è in realtà la nebulosa a emissione alle sue spalle, di colore rosso, originato prevalentemente da idrogeno ionizzato dalla vicina e brillante Sigma Orionis. L’oscurità della nebulosa è principalmente causata da polvere densa, anche se la parte più bassa del “collo” getta un’ombra sulla sinistra. I flussi di gas che lasciano la nebulosa sono incanalati da un forte campo magnetico. Le macchie brillanti alla base della nebulosa sono giovani stelle in formazione. La luce della nebulosa Testa di Cavallo impiega circa 1500 anni per raggiungere la Terra. (From Wikipedia).

Cliccando sulla foto avrete la versione a risoluzione più alta ed alcune informazioni tecniche sulla ripresa.

B33

NGC6914

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La regione, il cui oggetto principale è la nebulosa ad emissione NGC6914, essendo prossima al piano dell’equatore galattico, è molto ricca di oggetti.
NGC6914 è una vasta regione HII: la sua associazione con la grande nebulosa IC1318 ed i suoi tenui filamenti rossastri è ben evidente e l’intero complesso si trova alla distanza di circa 5500 a.l., trovandosi così nei pressi dell’associazione Cygnus OB2. La nebulosa riflette la luce azzurra della stella BD+41°3731, avente classe spettrale B3 e una magnitudine 9.84; essa presenta forti linee di emissione ed è classificata come stella Be.
Dello stesso complesso nebulare fa parte anche la nebulosa a riflessione VdB132, a sua volta illuminata da BD+41°3737, una stella azzurra di sequenza principale avente classe spettrale B3V e una magnitudine 9,27
Un oggetto peculiare presente nella ripresa, visibile al centro in basso, è la nebulosa a riflessione GN 20.22.7, illuminata dalla stella HBC694.

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This region, whose main object is the emission nebula NGC6914, being close to the galactic plane of the equator, is very rich in objects.
NGC6914 is a huge HII region: its link with the large nebula IC1318 and its subtle reddish filaments is evident and the whole complex is located at the distance of about 5500 A.L., which places it near the Cygnus OB2 association. The nebula reflects the blue light of the star BD + 41 ° 3731, having spectral class B3 and magnitude 9.84; it has strong emission lines and is classified as a Be star.
VdB132 is a reflection nebula part of the same complex, in turn illuminated by BD+41°3737, a blue star of main sequence having spectral class B3V and a magnitude 9.27.
Another peculiar object is in the shot, visible at the bottom center: it is the reflection nebula GN 20.22.7, illuminated by the star HBC694.

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M17 & IC4701

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After a long time not processing anything, mainly due to lack of new raw frames, I eventually processed this new image, of the wide field that comprises the emission nebulas M17 and IC4701. In this nice h-alpha emission rich area, I’d like to highlight the presence of the open cluster M18, of the small emission nebula Sh2-47 and of a little reflection nebula, VdB120; the last one barely visible as it is superimposed to IC4701.

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Dopo tanto tempo passato senza elaborare nessuna nuova ripresa, a causa principalmente della mancanza di nuovi frame, riesco finalmente ad elaborare questa nuova immagine, che ritrae una vasta area che comprende le nebulose di emissione M17 e IC4701. In questa bella zona ricca di emissioni H-alfa, vorrei sottolineare la presenza dell’ammasso aperto M18, della piccola nebulosa ad emissione Sh2-47 e di VdB120, una piccola nebulosa a riflessione, appena visibile dal momento che è prospetticamente sovrapposta ad IC4701.

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